Muro nello spazio opposto: chiarimenti del 25/02/2014

A fronte di alcuni episodi accaduti sui campi di gioco in occasione di gare dei campionati regionali, risulta opportuno rammentare come la Regola 14.3 stabilisca che «nel muro, il giocatore può passare le sue mani e braccia oltre la rete, a condizione che questa azione non interferisca con il gioco avversario», e che pertanto «non è permesso toccare la palla oltre la rete fino a che l’avversario non ha effettuato il colpo d’attacco», mentre la Regola 14.6 identifica tra i falli di muro anche quell’azione in cui «il giocatore a muro tocca la palla nello spazio avverso prima o contemporaneamente al colpo d’attacco avversario».

 

Ne consegue quindi che fra le azioni consentite al giocatore a muro c’è anche quella di intercettare un colpo di attacco proveniente dal campo avverso toccando la palla nello spazio opposto, non solo dopo il terzo tocco ma anche nel caso di un primo o di un secondo tocco, alle uniche condizioni che la palla proveniente dal campo avverso rappresenti appunto un colpo di attacco e che l’azione di muro non interferisca con il gioco avversario.

 

A tale proposito, vale la pena ricordare che la Regola 13.1.1 definisce “attacco” «tutte le azioni che dirigono la palla verso il campo avversario, ad eccezione del servizio e del muro», e che conseguentemente un passaggio interno al campo avverso non può essere murato (non costituendo azione d’attacco) se non dopo il terzo tocco.

 

 

Federazione Italiana Pallavolo

Comitato Regionale Emilia Romagna

Scuola Arbitri Regionale

Alessandro La Mantia

 

 

 

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